nokta vuruşlu yazıcılar - notebook ram - gaming notebook - araç içi kamera
ITA / ENG

IL CRUDISMO CHE FA BENE ALL’ORGANISMO


CHE COS’È IL RAW VEGAN

Una dieta che esclude completamente dal novero del commestibile tutti gli animali e i loro derivati. E che rifiuta la cottura e la centrifuga come metodo di preparazione di tutto quel che resta.
Il principio di una dieta crudista consiste nel mantenere la temperature degli alimenti sempre al di sotto dei 45 °C, affinché gli enzimi e le proprietà nutritive non vadano persi. La cottura distrugge fino all’80% i valori nutritivi degli alimenti tra cui vitamine, fitonutrienti, enzimi, ormoni, acqua e zuccheri.

L’IMPORTANZA DEGLI ENZIMI

Consumare alimenti deprivati dei loro enzimi è come andare su una bicicletta priva di pedali. A qualcuno potrà anche piacere, ma è oggettivamente più scomodo.
Gli alimenti crudi sono ricchi di enzimi, regolatori di tutte le reazioni chimiche che avvengono nelle cellule e catalizzatori indispensabili per il corretto funzionamento della nostra digestione, del nostro corpo e della nostra psiche.

Pratiche come l’ammollo, la fermentazione e la germinazione di alcuni ingredienti hanno lo scopo di conservare ed aumentare la potenza enzimatica e vitaminica degli alimenti.

IL CRUDISMO: NON SOLO UNA MODA

Il fatto che molti attori famosi, rockstar e bravi atleti seguano un’alimentazione o delle diete crudiste vegane, non significa assolutamente che debbano farlo tutti. Ma nemmeno significa che, visto che lo fanno loro, allora non debba farlo nessun altro.
Moltissimi sono i personaggi dello spettacolo e dello sport che seguono con convinzione l’alimentazione crudista: Leonardo di Caprio, Demi Moore, Donna Karan, Woody Harrelson, Madonna, Alicia Silverstone, Oprah, Gwyneth Paltrow, Beyoncé, Robin Williams, Natalie Portman, Uma Thurman, Sting.

Gli atleti sportivi sono d’accordo sul fatto che le proprie performance migliorino sensibilmente quando interrompono la cottura degli alimenti e il consumo di prodotti derivati da animali.

CURARSI CON IL CRUDISMO

Sembra impossibile, ma è la cruda verità.
Il potere curativo dell’alimentazione crudista fu scoperto in svizzera dal prof. M.Bircher-Benner che guarì dall’itterizia mangiando soltanto mele crude.

Il crudismo si è poi sviluppato in America come evoluzionedall’igienismo, alimentazione naturale usata come terapia dal medico Herbert Shelton che ha curato moltissimi pazienti da malattie considerate incurabili.

Secondo lui, una corretta combinazione degli alimenti poteva migliorare la digestione e ridurre la tossiemia. Egli pensava: ”Un corpo intossicato è stanco e fa fatica ad autoguarirsi, soprattutto se viene ulteriormente inquinato da rimedi chimici che agiscono sui sintomi ma non sulle cause”.

Attualmente, negli Stati Uniti, sono moltissimi i centri di salute che propongono l’alimentazione crudista come cura e con risultati soprendenti, spesso superiori a quelli della medicina tradizionale.

Numerosi sono i casi di guarigione dal diabete di tipo I e II, dal cancro e dalla tubercolosi.

IL SAPORE DEL CRUDISMO

Palato e stomaco non sono fatti per litigare. Il crudismo vegano appaga l’organismo senza nulla togliere al palato. Provare per credere.
I piatti crudisti riabituano il palato a gustare ogni tipo di alimento in modo più intenso. Dopo un po’ la sensibilità del palato migliora, al punto che si possono sentire i sapori come fosse la prima volta.

Gli alimenti dolci sembreranno ancora più dolci, e gli alimenti che un tempo sembravano amari, come gli ortaggi verde scuro, inizieranno ad assumere un sapore intenso.

IL CRUDISMO COME REGOLATORE DEL pH DEL CORPO

Il pH misura la qualità del terreno che ciascuno è poi chiamato a coltivare. Può essere un terreno adatto a far crescere la vita o uno che favorisce la malattia. Potendo scegliere, tutti sceglierebbero il primo. Ebbene, la buona notizia è che si può scegliere.

L’equilibrio chimico del corpo è fondamentale.

Il consumo di frutta e verdure fresche e prive di additivi chimici ha il potere di contrastare l’eccessiva acidità indotta dall’alimentazione moderna ricca di derivati animali e di prodotti industriali.

Le malattie degenerative si sviluppano naturalmente in un terreno acido e stagnante, la vita si sviluppa in un terreno alcalino.

L’affermazione di Luis Pasteur, “Il microbo è nulla, il terreno è tutto”, testimonia come, equilibrando il proprio pH grazie allo stile di vita e all’alimentazione, sia possibile evitare l’infiammazione e la degenerazione.

L’IMPORTANZA DEL BIOLOGICO

Lasciamo la grande mela lucida e perfetta alla perfida strega di Biancaneve. Meglio scegliere le cose vere.

Il biologico al 100% è un ideale, un obiettivo finale, un traguardo difficile, ma ogni passo in questa direzione è molto importante e foriero di grandi benefici.

Ove possibile cerchiamo di utilizzare prodotti biologici, locali e stagionali sia per favorire la crescita del nostro paese che per ridurre l’impatto ambientale dovuto al trasporto dei prodotti; così facendo si soddisfano le necessità dell’organismo, che variano di stagione in stagione.

Per quanto concerne la frutta esotica, vale il rispetto del principio della stagionalità locale del luogo di provenienza.

L’IMPORTANZA DELL’IDRATAZIONE

L’uomo è composto per il 70% di acqua. E ancora non basta.

L’alimentazione crudista favorisce i processi naturali di guarigione del corpo e offre anche il vantaggio di idratare correttamente l’organismo, impedendone la disidratazione locale o sistematica, che è riconosciuta come causa di una serie di patologie tra le più diffuse come emicranie e artrosi.

La digestione di un pasto crudo, grazie alla grande quantità di acqua e di clorofilla che contiene e al minor apporto calorico rispetto a un pasto tradizionale, richiede una quantità inferiore di sangue, a vantaggio della rigenerazione e dell’ossigenazione dei muscoli e del cervello.

Ne deriva un globale miglioramento della circolazione sanguigna nel nostro corpo, che è formato da un 70% di acqua (e le scelte alimentari che facciamo dovrebbero rispecchiare questa percentuale).

DA DOVE PRENDIAMO LE PROTEINE?

Tutte le specie animali più forti e agili sono vegetariane. Ci sarà un motivo.

Il paradigma del nostro bisogno di proteine animali appartiene al passato.

Le proteine sono catene complesse di amminoacidi di cui un’alimentazione rawvegan verde e diversificata è molto ricca.

Le proteine vegetali contenute negli ortaggi a foglia (soprattutto quelli di un color verde intenso), nei germogli e nei legumi germogliati sono facili da digerire e offrono quindi un miglior rendimento energetico. Consumare una grande varietà di vegetali assicura un apporto di tutti gli amminoacidi essenziali per la costruzione delle proteine complete.

Al contrario, le proteine di carne, pesce, uova e latte devono prima essere suddivise in amminoacidi e in seguito ricomposte in proteine umane, con gran dispendio di energie, dal momento che il corpo umano non è provvisto di un sistema proprio per la digestione delle proteine animali.

Non a caso nel regno animale, gli animali più forti, tra cui l’elefante, il toro, il gorilla, il rinoceronte o il cavallo mangiano solo prodotti provenienti dal regno vegetale.
Guardando alle scimmie, all’apparenza magre ma con un’incredibile agilità, si può osservare come una musculatura perfetta derivi dal cibo al quale siamo biologicamente attrezzati: la frutta, la verdura, i germogli e qualche seme sono sufficienti all’uomo per ottenere un fisico perfetto.

L’argomentazione delle industrie alimentari nel farci credere che si dovrebbe mangiare la carne, bere litri di latte, mangiare tipi diversi di formaggio e milioni di uova all’anno è basata sulla necessità di proteine, ma non è vero: l’uomo ha bisogno di aminoacidi, non di proteine.

LA DISINTOSSICAZIONE E LA GESTIONE DI NUOVA ENERGIA

Quante volte si rinuncia a portare avanti i propri progetti perché fisicamente spossati e mentalmente demotivati? E se dipendesse più dall’alimentazione che dalla pigrizia?

Gli alimenti crudi sono ricchi di fitonutrienti e sali minerali che aiutano gli organi eliminatori quali colon, reni, pelle e polmoni a trattenere ciò di cui hanno bisogno e ad espellere le tossine.

Chi segue l’alimentazione crudista oltre a stare bene, sente di avere la digestione facilitata, il pH equilibrato e il proprio corpo disintossicato e rigenerato. Insomma, si ritrova con una grande quantità di energia per poter realizzare i sogni più incredibili e vivere pienamente.

La cosa più complicata non è cambiare l’alimentazione, ma gestire questa nuova energia!

I BENEFICI DEL CRUDISMO

Non serve fare tutto subito, si può anche cominciare gradualmente. L’importante è non rimanere impantanati nei propri pregiudizi.

Il crudismo è una filosofia di vita che cerca di dare all’individuo, attraverso una nuova prospettiva alimentare, il benessere fisico e la gioia di vivere.

Per ottenere tutti i benefici di un’alimentazione crudista non è necessario diventare rawvegan al 100%. È infatti sufficiente un 80% di alimentazione crudista giornaliera per apprezzarne i primi benefici.
Basterebbe anche introdurre qualche pasto crudo un poco alla volta per prendere consapevolezza di un nuovo benessere; il superfluo poi svanirà da sé.

Provare il crudismo è un atto di amore verso sé stessi: gradualmente il corpo apprezzerà e ne richiederà ancora!

Cambiando l’alimentazione cambieranno positivamente anche la prospettiva di vita e l’atteggiamento verso sé.

Siamo quello che mangiamo e possiamo scegliere di essere leggeri, freschi, vivaci e pieni di energia. Basterà ricordarci sempre che il corpo è il tempio dell’uomo: mantenerlo pulito e puro significa lasciare spazio alle nostre migliori virtù.

L’ESSICCAZIONE

Ovvero: perché distruggere le proprietà nutritive degli alimenti se è possibile mantenerle intatte?

L’essiccazione o la disidratazione degli alimenti è un processo antico ed efficace per conservarne l’integrità nutrizionale.

Attraverso la ventilazione a bassa temperatura (non si superano i 45°C/113F) si estrae l’acqua dagli alimenti garantendo un lungo tempo di conservazione.

In questo modo si ottengono consistenze simili a quelle dei prodotti da forno e del cibo cotto, mantenendo però tutte le proprietà nutritive intatte.

LA VITAMINA B12

E la carne è colpita e affondata.

La vitamina B12 è essenziale per la crescita, la produzione e la rigenerazione dei globuli rossi. Questa vitamina è prodotta da batteri presenti nell’intestino.

Solo per interessi economici si è propagandata l’errata informazione che le piante non contengono vitamina B12, in realtà esse contengono piccole quantità di batteri in grado di produrla.

Chi segue l’alimentazione crudista vegana può assorbire efficacemente le piccole quantità di vitamina B12 presenti soprattutto negli ortaggi, nei semi di girasole, nelle banane e nell’uva; chi la assume attraverso la carne molto probabilmente ne risulta carente.

Il consumo di grandi quantità di proteine e grassi aumenta il fabbisogno di questa vitamina e i batteri che causano la putrefazione nello stomaco possono distruggere anche quelli utili alla sua produzione.
Bisogna poi tenere conto che è una vitamina sensibile al calore e che la cottura la può distruggere fino all’89 per cento.

Come tutte le vitamine B, infine, la vitamina B12 si scioglie in acqua ed è pertanto agevolmente assorbita dai cibi crudi.

CHE COS’È 80/10/10?

Non serve mangiare meno, serve mangiare giusto.

Secondo il dott. Douglas Graham un’alimentazione crudista ideale dovrebbe seguire questa suddivisione percentuale dei cibi: l’80% proveniente da carboidrati, un 10% da proteine vegetali e un altro 10% da grassi vegetali.

Questo rapporto, perfettamente bilanciato per il nostro corpo, rispecchia quello che si trova nella maggior parte della frutta e della verdura fatta eccezione per l’avocado e per il cocco.

L’alimentazione crudista non deve essere riduttiva, ma deve essere un normale regime alimentare dove l’apporto calorico non venga calcolato.

Se il “carburante” è della migliore qualità non serve tenere sotto stretta osservazione la quantità, perché i cibi danno nutrimento e benessere al nostro corpo.

È fondamentale il consumo di frutta per soddisfare la richiesta di carboidrati; le verdure vanno poi consumate in grandi quantità perché hanno meno calorie, e mezzo avocado e qualche noce al giorno sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno di grassi giornaliero.

Le quantità, poi, possono naturalmente variare in base al livello di attività fisica eseguita da ciascun individuo.